Biodiversità 2010
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    Il paesaggio vegetale della riserva naturale regionale monte Lanaro differisce rispetto al resto del Carso triestino maggiore copertura di boschi maturi di latifoglie. Nella zona si trova un’associazione vegetale prossima allo stadio finale del processo evolutivo, che si sta stabilizzando sulle terre rosse derivate dall’alterazione chimica del calcare e dove, grazie alle caratteristiche del territorio, si arriva alla formazione di suoli freschi, a reazione sub-acida e umidi. Il bosco risulta così formato da specie che prediligono un clima fresco e suoli moderatamente acidi. L’associazione, definita Seslerio-Quercetum petraeae, è caratterizzato dalla rovere (Quercus petraea), affiancato dal cerro (Quercus cerris) e dal carpino bianco (Carpinus betulus) e dalla sesleria autunnale (Sesleria autumnalis) che domina lo strato erbaceo. Fra le specie arbustive degli strati intermedi troviamo il nocciolo (Corylus avellana) e la sanguinella (Cornus sanguinea). Il bosco maturo favorisce la presenza del grande picchio nero (Dryocopus martius) e di rapaci quali l’astore (Accipiter gentilis) e lo sparviere (Accipiter nisus). Fra i mammiferi, con un po’ di fortuna si può incontrare lo schivo gatto selvatico (Felis silvestris), tipicamente presente in questa zona del Carso.