Nata nel 2009, MI.F.A. – Missione Fauna e Ambiente è un’associazione ONLUS indipendente, aconfessionale, apolitica, apartitica e che, ripudiando ogni forma di violenza, persegue il fine di utilità sociale di tutela e valorizzazione della fauna, della flora e dell’ambiente.
Si propone come finalità principali quelle di divulgare, con qualsiasi mezzo di comunicazione, informazioni atte ad una più vasta nonchè corretta conoscenza della natura e ad una sua valorizzazione in termini di conservazione e biodiversità.
Nel perseguire le proprie finalità si ispira:
- All’articolo 19 comma 2 della legge nazionale italiana 157/92;
- All’articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale (presentata a Parigi presso la sede dell’UNESCO il 15 ottobre 1978);
Nell’Associazione è presente un Comitato Scientifico composto da personale competente nel campo delle scienze biologiche, veterinarie, faunistiche ed affini.
Con il popolamento delle spiagge per le vacanze non è raro assistere a spiacevoli episodi di maltrattamento ai danni di granchi, pesci, stelle, cavallucci marini, meduse e, più in generale, di tutta la fauna marina da parte di adulti e soprattutto bambini e ragazzini. Dal semplice prelievo degli animali in questione dal loro ambiente naturale per trasferirli nei secchielli, o sulla sabbia bollente, ad episodi ben più gravi quali la mutilazione, la menomazione degli arti, se presenti, all’uccisione o all’utilizzo come improbabili souvenir.
E’ facilmente intuibile come prelevare dal loro habitat naturale animali e riporli, anche temporaneamente, in secchielli o simili, luoghi del tutto sconosciuti agli animali in questione ed inadeguati alle loro caratteristiche etologiche, sia per gli stessi fonte di grande stress, fino a causarne la morte.
Permettere tali atti, soprattutto a soggetti in età infantile o davanti ad essi, inoltre, non è solamente diseducativo ma compromette fortemente l’idea che i ragazzi (e quindi le future generazioni) si fanno sulla biodiversità, sul rispetto della stessa e sul mondo animale. Trattare qualsiasi animale, anche il più piccolo, come se fosse un giocattolo o una cosa, non educa di certo alla sensibilità ed al rispetto della biodiversità.
Oltre alla gravità del fatto in termini puramente etici (maltrattamento di animali) ed ecologici (impatto su specie protette particolarmente vulnerabili), il maltrattamento di animali è reato ai sensi dell’art. 544 del Codice penale, (chi contravviene rischia da tre mesi a un anno di reclusione o la multa da 3000 a 15000 euro, con aumento della metà in caso di morte dell’animale). Molte specie marine come ad esempio i cavallucci marini, alcuni bivalvi, gasteropodi ed altri invertebrati e vertebrati considerati di particolare interesse conservazionistico, sono inoltre protetti da convenzioni internazionali (Washington-CITES, Barcellona, Berna).
Invitiamo pertanto i genitori, gli insegnanti, le Capitanerie di Porto ed i Sindaci dei Comuni costieri a prendere provvedimenti, sia soprattutto a livello culturale (educazione e buon esempio) che a livello sociale (far rispettare le leggi a tutela della biodiversità e degli esseri viventi).

Ultimamente si sente molto parlare di gabbiani aggressivi, che attaccano le persone e gli animali domestici. I giornali parlano di gabbiani che rubano le merende ai bambini e che assaltano la gente. Ma quanto c’è di vero in tutto questo? Cosa dice l’etologia (la scienza che studia il comportamento animale) a proposito? Scopriamolo attraverso semplici domande e risposte.
Perchè una volta nelle città i gabbiani non c’erano mentre adesso ce ne sono così tanti?
Il gabbiano reale (Larus cachinnans), abitante delle coste, ha iniziato a colonizzare le città costiere italiane all’inizio degli anni 70 dando il via ad un crescente fenomeno di urbanizzazione. Il motivo principale di questo spostamento è la presenza massiccia di rifiuti alimentari e soprattutto discariche, dove gli animali, particolarmente adattabili, trovano cibo in abbondanza. I tranquilli tetti ed i terrazzi inoltre, rappresentano un luogo ideale per costruire i nidi, lontano dai predatori e soprattutto dalle folle di bagnanti (sono ormai pochi i tratti di costa liberi da attività umane).
I gabbiani possono attaccare l’uomo?
I gabbiani reali, come tutti gli animali selvatici, non hanno alcun interesse nell’attaccare l’essere umano. Se lo fanno, non è mai per nuocere ma sempre per difendersi o difendere il nido o i loro pulli da minacce esterne. In particolare i gabbiani diventano aggressivi se ci si avvicina impunemente ai nidi; in questo caso adottano un comportamento tipico che prende il nome di “mobbing” e consiste nel planare minacciosamente mirando la testa e vocalizzando rumorosamente, senza però colpire. Questo fenomeno può spaventare molto una persona che non conosce i gabbiani, soprattutto se gli uccelli sono in gruppo, risvegliando ricordi di scene degne di film horror… in realtà non c’è nulla da temere, il “mobbing” infatti cessa non appena ci si allontana dal nido e comunque nessuno ha mai riportato ferite “da gabbiano” per essere passato vicino ad un nido. I gabbiani, che allevano i loro piccoli in coppia, cercano soltanto di difenderli, non si divertono ad aggredire la gente e non hanno nulla a che vedere con il film di Hitchcock, anche se purtroppo sui giornali se ne leggono di tutti i colori.
Ma allora perchè si sente parlare tanto di gabbiani “aggressivi” nei confronti degli esseri umani?
Si legge spesso di gabbiani che aggrediscono passanti e persino che assaltano bambini rubando loro la merenda. Tra un po’ leggeremo anche di gabbiani che divorano i vecchietti. In realtà si tratta, come spesso accade, di distorsioni della realtà ad opera di giornalisti o di persone superficiali. Accade per esempio che un bambino nel suo carrozzino sbandieri il panino (invece di mangiarlo) e che un gabbiano particolarmente intraprendente ed affamato, approfittando della distrazione dei genitori si precipiti a portare via il facile e succulento panino, stessa cosa che farebbe un cane o la cocorita di casa, solo che quelli non fanno notizia. Da qui è facile intuire cosa potrebbe succedere se il malaugurato bambino avesse dei genitori iper-apprensivi, che lo portrebbero subito al pronto-soccorso anche in assenza di qualunque lesione. Se poi avesse un graffio, forse interpellerebbero la NASA. I giornali riporterebbero subito la notizia allarmistica: “gabbiano assassino aggredisce un bimbo”. Ironia a parte, con questo esempio è facile capire come un fatto di per sé insignificante può essere trasformato in una notizia drammatica. Non si può credere ciecamente a tutto ciò che si sente dire o si legge senza preoccuparsi se esistono fonti attendibili o dati validi che dimostrino la veridicità e la sensatezza di certe affermazioni.
Ci sono stati casi di ferimenti di persone da parte dei gabbiani?
Ci sono stati casi di ferimenti (comunque di lieve entità) di persone, che incuranti delle minacce degli uccelli, si sono impunemente avvicinati ai loro nidi manomettendoli, toccando o asportando le uova. Altri casi di aggressività dei gabbiani nei confronti dell’uomo si verificano quando l’animale è messo in condizione di impossibilità di fuga e si sente direttamente minacciato, se non può fuggire, cerca di difendersi sferrando potenti beccate. Al di fuori di tali situazioni, non esiste alcun caso documentato di aggressività nei confronti di persone ed animali domestici. Considerato anche che tutte le specie e sottospecie di gabbiano reale, nonché uova, nidiacei e nidi, in Italia sono protetti ai sensi della Legge Nazionale 157/92 e non cacciabili, (per il FVG vige anche la L.R. 14/07), non si toccano i nidi e non si corre alcun rischio. In caso di gravi e giustificati motivi e con il consenso della forestale, gli animali possono essere spostati da personale competente.
Bibliografia
1 – CHI
Il gabbiano reale è un uccello appartenente all’Ordine dei Caradriformi ed alla Famiglia dei Laridi. In Italia ne esistono 2 specie: il gabbiano reale mediterraneo o zampe gialle (Larus michaellis) ed il gabbiano reale pontico (Larus cachinnans), difficilmente distinguibili. A Trieste è presente anche il Read the rest of this entry »
1 – CHI
Il cinghiale (Sus scrofa Linnaeus, 1758) è un mammifero artiodattilo della famiglia dei Suidi. Per l’Italia sono state descritte le sottospecie Sus scrofa scrofa, Sus scrofa majori (Maremma), Sus scrofa meridionalis (Sardegna). Di fatto però, Read the rest of this entry »

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